Contrasto al consumo di suolo 1 / 2: TERRE ROVERESCHE

Nel 2015, il Comune di San Giorgio di Pesaro, poi diventato parte del comune di Terre Roveresche, ha approvato un regolamento comunale che consente all’amministra- zione di acquisire beni in stato di abbandono per riattivarne la funzione sociale.

FOCUS: Contrasto al consumo di suolo.

LUOGO: Terre Roveresche (PU).

DURATA: 2015-presente.

ENTE PROMOTORE: Comune di San Giorgio di Pesaro (2015), poi Terre Roveresche (dal 2017).

SOGGETTI COINVOLTI: Il regolamento è stato adottato dal Comune di Terre Roveresche. I beni acquisiti finora sono sta- ti dati in concessione a soggetti terzi privati.

FONTI DI FINANZIAMENTO: Le procedure di acquisizioni richiedono costi amministrativi minimi. 

DESCRIZIONE: L’iniziativa di Terre Rovere- sche ha lo scopo di recuperare patrimonio edilizio abbando- nato e contrastare il consumo di suolo, fronteggiando allo stesso tempo lo spopolamento e l’abbandono del territorio. Il Regolamento, introdotto per la prima volta dal Comune nel 2015, disciplina la procedura tramite cui l’amministrazione individua e acquisisce beni in stato di abbandono o degrado per ri- pristinarne la funzione so- ciale. Alla base del Regolamento c’è infatti la volontà da parte del Comune di gestire tali beni in quanto “beni comuni” — ovvero che forniscono agli individui, intesi come collettività, un’utilità di carattere non strettamente patrimoniale.

Il regolamento prevede che, a seguito di una mappatura di tali beni, il Comune possa ac- quisire un immobile — a patto che la proprietà, propriamen- te notificata, non decida di ripristinarne la funzione so- ciale entro un termine stabilito — da utilizzare in maniera diretta o assegnare a terzi in diritto di superficie. Fi- nora, il Comune ha recupera- to sei immobili e un terreno abbandonato, poi assegnati a privati che si sono impegnati a risanare tali beni per abi- tarvi. Nelle foto di questa pagina e delle seguenti - tratte da goo-gle street view - alcuni degli immobili acquistati dal Comune.

POTENZIALE APPLICAZIONE A MODICA: L’iniziativa è facilmente replicabile, a patto che esista la volontà politica all’interno dell’amministrazione comunale. Il Regolamento è infatti in linea con il diritto costituzionale, e in particolare l’articolo 42 della Costituzione, secondo cui la proprietà pri- vata è garantita a patto che svolga una “funzione sociale” per la collettività.

Nel caso in cui questa venga meno, come succede quando un bene è ab- bandonato, il Comune ha perciò facoltà di acquisirlo per ripristinare tale funzione. È importante sottolineare che i costi per la procedura sono minimi, dal momento che l’acqui- sizione da parte del Comune non obbliga l’ente a corrispondere un’indennità al proprietario, e i costi amministrativi sono irrilevanti.

Sulla scorta di quanto avvenuto a Terre Roveresche, il forum Salviamo il Paesaggio ha realizzato un vademecum per l’adozione del regolamento anche in altri comuni italiani, che ne faciliterebbe la trasposizione anche nella nostra città.

A Modica, un’iniziativa simile è fortemente auspicabile, considerato che un edificio su cinque a Modica Alta e Modica Bassa è abbandonato, come risulta dalla mappatura realizzata da Modicaltra nel 2022.

Siamo certi, inoltre, che pro- prio il lavoro di mappatura possa costituire una risorsa concreta per l’amministrazio- ne, dal momento che una ricognizione sistematica dell’esistente è il primo passo per avviare un processo analogo a quello di Terre Roveresche.

 

Contrasto al consumo di suolo 2 / 2: CASSINETTA DI LUGAGNANO

Cassinetta di Lugagnano è il primo comune lombardo che ha adottato un piano urbanistico a “Crescita Zero” bloccando nuove edificazioni e puntando sul recupero del patrimonio esistente.

LUOGO: Cassinetta di Lugagnano (MI).

FOCUS: Contrasto al con- sumo di Suolo,

DURATA: 2007-presente

ENTE PROMOTORE: Comune di Cassinetta di Lugagnano.

SOGGETTI COINVOLTI: Il Piano di Governo del Territorio è stato adot- tato dal Comune di Cassinetta di Lugano.

FONTI DI FINANZIAMENTO: Il Comune non ha ricevuto finanziamenti speci- fici da enti esterni, ma ha implementato il piano in un’ottica di autoso- stenibilità economica. A questo scopo, il Comune ha partecipato a bandi regionali, nazionali ed europei per ottenere fondi destinati a progetti di sostenibilità ambientale, mobilità dolce ed efficienta- mento energetico (contributi a fondo perduto); ha anche promosso iniziative a soste- gno dell’agricoltura locale e del turismo sostenibile per generare entrate alternative.

DESCRIZIONE: Cassinetta di Lugagnano, sot- to la guida di Domenico Finiguerra, è il primo comune lombardo che nel 2007 ha adottato un piano urbanistico a “Crescita Zero”, bloccando nuove edificazioni, puntando sul recupero del patrimonio esistente e sulla valorizza- zione del paesaggio ambientale e architettonico.

La nuova revisione del Piano Regolatore Generale, pragmaticamente basata su delle proiezioni di sviluppo demografico aggiornate, prevede:

  • un’area di espansione re- sidenziale privata derivante dalla trasformazione d’uso dell’unico piano di lottizzazione (industriale) del PRG vigente
  • tre aree di trasformazio- ne urbanistica di attività produttive non più adeguate rispetto alla prevalente destinazione residenziale cir- costante, da destinare per il 20% ad edilizia convensionata e per il 5% ad edilizia a canone sociale.

Con la premessa (disattesa nella stragrande maggioranza dei comuni) che gli oneri di urbanizzazione derivanti dalle concessioni edilizie per nuove costruzioni, per legge, non debbono essere dirottati ver- so il finanziamento della spesa corrente annuale del comune, ma devono essere impiegati per lo sviluppo di infrastrutture e servizi per le nuove lottizzazioni, il comune di Cassinetta, con il nuovo PRG ha di fatto azzerato i proventi dalle concessioni edilizie.

Questa voce di cassa che nel 2006, anno precedente all’entrata in vigore del nuovo PRG, rappresentava l’1,6% della spesa corrente, con un picco dell’8,87% nel 2003, per quanto possa costituire una voce rilevante del bilancio comunale, è stata virtuosamente compensata dal comune attraverso interventi di efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica, di installazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici comunali, con bassissimi tempi di ritorno dell’investimento, e attuando economie nelle spese del personale comunale.

POTENZIALE APPLICAZIONE A MODICA: Se è vero che una realtà come Cassinetta di Lugagnano, per quanto significativamente più piccola di Modica, si è oppo- sta alla vocazione di espansionismo urbano pur collocandosi nell’area di influenza di Milano, l’obiettivo di annullamento del consumo di suolo dovrebbe essere fisiologico per un comune che vede la propria popolazione sostanzialmente stabile dagli anni ‘80 e in leggera decrescita negli ultimi due decenni.

Godendo di un ricco patrimonio di immobili storici, molti in cattivo stato di conservazione, come si evince dalla precedente mappatura condotta da Modicaltra nel centro storico, sarebbe auspicabile preservare le costruzioni esistente o comunque sfruttare il suolo già edificato e servito da infrastrutture.

Nel quartiere Sorda, il fenomeno della demolizione delle ville storiche e della contestuale cementificazione dei terreni di pertinenza con aumento di cubatura, trova maggiore risalto se rapportato al paradosso della simultanea presenza di numerosi edifici vuoti e incompleti.

Nel contesto di sviluppo di un’edilizia sostenibile da un punto di vista economico e ambientale, il recupero di edifici vuoti e la regolarizzazione e/o demolizione e ricostruzione degli scheletri incompleti valorizzerebbe il quartiere e restituirebbe decoro alla città: delle esternalità positive che sfuggono alle logiche economiche di breve termine.

Fonti e crediti: www.comunivirtuosi.org, www.lombardiabeniculturali.it, www.scuoladellebuonepratiche.it, www.borghipiubelliditalia.it

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